Valerio Capoccia secondo Filippo Maria Berardi

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Le sculture di Valerio Capoccia vedono la luce nell’atmosfera dell'Appia Antica, tra vestigia che, incuriosite, scrutano attente il modus operandi dell'Artista. E ciò non può che aumentare il fascino misterioso delle opere stesse, attraverso un connubio naturale che vede utilizzare le antiche pietre del sito, facendo si che un segreto genius loci, trovato magicamente rifugio al loro interno, cominci a narrare, con un linguaggio  apparentemente incomprensibile  che scaturisce da quelle strane forme, antiche storie oscillanti tra simbolismo e alchimia.

 

E' come una cara dissolvenza della memoria che ci sospinge ad ascoltare, assieme al silenzio, pagine segrete.

 

Immagini forti, dolci, diversificate che riempiono l'anima creando un'atmosfera che fa prima

riflettere e poi sognare.

 

L'eco dei riti sacri e pagani  che sembrano ancora vivere sulla Regina Viarum, riempie gli spazi dell'anima, rendendoci partecipi silenziosi di una realtà senza tempo.

 

Avere accanto una scultura di Valerio Capoccia è un privilegio che può trasformare la stessa in uno scaramantico golem da consultare nei momenti di dubbio ed in assoluta solitudine.

 

Filippo Maria Berardi

 

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