Valerio Capoccia secondo Federico Rendina
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Non sembri ozioso il discorso sulla caratura arcaica e classica di Valerio Capoccia, perchč da lą sorge quell'aria di sottile sortilegio nel quale si coniugano armoniosamente il filtro tecnico e la freschezza della realizzazione. Parallelamente le pulsioni primordiali e appassionate sembrano lievitare senza fine verso gli approdi della "ragione poetica", che č appunto segnata da arcaismo e classicismo, ma anche contemporaneitą , come a dire che certe sculture non sono memorie storiche, ma stati d'animo di prorompente attualitą. La capacitą di Capoccia di bloccare in esiti perfetti di stile i ritmi di espansione del volume e di tradurre le incontenibili energie spirituali in una moderna essenza della forma rivela l'inquietudine dell'artista. Che č segnata da quel consistere intenso delle linee, fatto di poderose concretezze e di armonia anatomica, e s'incardina, al di lą della sequenza corporea, in un ritmo spaziale. E' quel flusso dinamico che non genera fratture, perchč muove da una lucida consapevolezza della propria tecnica nell'esame della struttura figurale, come testimonianza di robusta concretezza.
Si tratta di una scultura salda nei mezzi stilistici, sobria e sicura nella impostazione tematica, senza alcun intimismo di maniera; ed č a fuoco dichiaratamente nei volti. Lą dove tutto fa capo alla loro esecuzione. Che č qualificata da un certo pittoricismo, evidente in quelle bocche spalancate e in quelle barbe ben pettinate, a monte di una fattura allisciata, preferita agli scavi nella pelle, che sembra convenire meglio ad uno spirito reazionario. L'immediatezza di una tranche de vie richiede una maggiore compattezza della forma, un gioco maggiormente insistito di luci e ombre sulle superficie, che aiuti la verosimiglianza e le dia la disinvoltura ovvero il moto della realtą.
L'espressione curata, nel contrapporsi di armoniose modulazioni massive alle arditezze di un aggregarsi scarnificato, trattiene infatti una dinamica dirompente delle forme plastiche, rivelando nel sotterraneo, ossia nell'interno di quel volto, una linea drammaticamente trattenuta. Ne deriva una consustanzialitą strutturale che richiama le pił alte determinazioni del linguaggio plastico, con una esaltazione dell'espressione dell'arte riflessa nella perennitą dell'uomo. Perchč le sculture di Capoccia non eludono mai l'esigenza primaria di supportare i contenuti con il suggello di una vocazione emotiva, che corrisponde alla pienezza del linguaggio-invenzione. Il che provoca nell'osservatore quella sensazione unica di cogliere al vivo interne vibrazioni ovvero istinti naturali che solo la vera arte sa offrire.
Claudio Rendina
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